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a_proposito_di_Henry
Forse un giorno racconterò di lui


Diario


21 aprile 2005

dedicato a Henry

“ Gli uomini non hanno più tempo
per conoscere nulla.
Comprano dai mercati le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercati di amici,
gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami”.

A. de Saint-Exupèry
dal Piccolo Principe




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21 aprile 2005


Non sono un cattolico praticante. Forse vado a messa quando un amico si sposa e tristemente invece quando qualcuno di caro ci lascia. Da bambino era diverso. Ogni domenica mattina alle 10
A fianco dell'altare le panche lunghe di legno. C'erano quelle dei maschi e accanto quelle delle bambine.Poi vennero le messe cantate. Mi ricordo giovani ragazzi, più grandi di noi, che con chitarre e piccole tastiere suonano la messa. Oggi uno di loro è un pittore, abbastanza conosciuto. Un altro è diventato un celebre cantante, Zucchero Fornaciari.
Poi tutti nel cortile della parrocchia. Un pallone, polvere e sudore. le nostre partite. In quel cortile dove per prima dovevamo driblare le alte querce e poi gli avversari.
Contenti e spensierati a comprare le stanghette di liquerizia, quelle fini da 5 lire le più spesse e dure da 10 lire.
Allora si andava a messa la domenica.
Oggi non si prega più, non ci sono più querce, palloni e stanghette nere da leccare.
Ho pregato tanto qualche tempo fa. Ero veramente disperato. Lo so che forse è sbagliato. Servirsi di Dio solo quando ne sentiamo il bisogno e poi abbandonarlo. Forse è da vigliacchi. Ogni tanto mi reco in chiesa con mio figlio e insieme accendiamo una candelina. A lui piace tanto.
Da quando è nato lui, sono diventato molto più sensibile. Merito su e forse degli anni che passano.
Ho pianto quando ho visto la sofferenza di Papa Wojtyla, quando ci ha lasciato e quando un nuovo pontefice a preso il suo posto. Ho pensato a lui. Anche a lui erano rivolte le tante preghiere di qualche tempo fa. E mi aveva ascoltato.

Il Dio in cui nutro speranza non ha mai suggerito ai suoi seguaci i sentimenti della calunnia, dell'odio, della vendetta, sfociati in orribili guerre, in devastanti persecuzioni, in una spaventosa varietà di tormenti fisici e morali. Il Dio in cui, nonostante tutto, continuo a sperare è un entità al di sopra delle parti, delle fazioni, delle ipocrite preci collettive; un Dio che dovrebbe sostituirsi alla così detta giustizia terrena in cui non nutro alcuna fiducia, alla stessa maniera in cui non la nutriva Gesù, il più grande filosofo dell'amore che donna riuscì mai a mettere al mondo.
(Fabrizio De Andrè)




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21 aprile 2005

tanto tempo che

non passavo da queste parti.

Vorrei avere più tempo, si più tempo per mettere in ordine i miei pensieri.

Il tempo.

 




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3 aprile 2005



Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nel proprio ardore.

Io sono il mare di notte in tempesta
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.

Sono dal vostro mondo
esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.

Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra,
è la mia stessa forza che mi ammala.

H.Hesse 




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3 aprile 2005




Padre mio, mi sono affezionato alla terra

quanto non avrei creduto.

È bella e terribile la terra.

Io ci sono nato quasi di nascosto,

ci sono cresciuto e fatto adulto

in un suo angolo quieto

tra gente povera, amabile e esecrabile.

Mi sono affezionato alle sue strade,

mi sono divenuti cari i poggi e gli uliveti,

le vigne, perfino i deserti.

È solo una stazione per il figlio Tuo la terra

ma ora mi addolora lasciarla

e perfino questi uomini e le loro occupazioni,

le loro case e i loro ricoveri

mi dà pena doverli abbandonare.

Il cuore umano è pieno di contraddizioni

ma neppure un istante mi sono allontanato da te.

Ti ho portato perfino dove sembrava che non fossi

o avessi dimenticato di essere stato.

La vita sulla terra è dolorosa,

ma è anche gioiosa: mi sovvengono

i piccoli dell’uomo, gli alberi e gli animali.

Mancano oggi qui su questo poggio che chiamano Calvario.

Congedarmi mi dà angoscia più del giusto.

Sono stato troppo uomo tra gli uomini o troppo poco?

Il terrestre l’ho fatto troppo mio o l’ho rifuggito?

La nostalgia di te è stata continua e forte,

tra non molto saremo ricongiunti nella sede eterna.

Padre, non giudicarlo

questo mio parlarti umano quasi delirante,

accoglilo come un desiderio d’amore,

non guardare alla sua insensatezza.

Sono venuto sulla terra per fare la tua volontà

eppure talvolta l’ho discussa.

Sii indulgente con la mia debolezza, te ne prego.

Quando saremo in cielo ricongiunti

sarà stata una prova grande

ed essa non si perde nella memoria dell’eternità.

Ma da questo stato umano d’abiezione

vengo ora a te, comprendimi, nella mia debolezza.

Mi afferrano, mi alzano alla croce piantata sulla collina,

ahi, Padre, mi inchiodano le mani e i piedi.

Qui termina veramente il cammino.

Il debito dell’iniquità è pagato all’iniquità.

Ma tu sai questo mistero. Tu solo

(m.luzi)




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1 aprile 2005


Ed ecco sul tronco

si rompono gemme:

un verde più nuovo dell’erba

che il cuore riposa:

il tronco pareva già morto,

piegato sul botro.

E tutto mi sa di miracolo;

e sono quell’acqua di nube

che oggi rispecchia nei fossi

più azzurro il suo pezzo di cielo,

quel verde che spacca la scorza

che pure stanotte non c'era.

(Quasimodo)

 




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1 aprile 2005


Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena increspato.A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava così una nuova dura giornata.Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per conto suo: era il gabbiano Jonathan Livingston.
(Da "Il gabbiano Johnatan Livingston" di Richard Bach)

buona giornata a voi




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1 aprile 2005


non sono un cattolico praticante. Ho pregato soprattutto in certe occasioni quando disperato ho chiesto aiuto a Dio. Da 1978 accompagni la nostra vita cercando con le tue preghiere di renderla migliore.
Adesso ci stai lasciando




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1 aprile 2005


La vita è un insieme di avvenimenti, di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme.

Italo Calvino




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29 marzo 2005




vorrei darti un mondo pulito




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22 marzo 2005


La vita è opportunità, coglila;
La vita è bellezza, ammirala;
La vita è una sfida, affrontala;
La vita è preziosa, abbine cura;
La vita è una ricchezza, conservala;
La vita è amore, godine;
La vita è mistero, scoprilo;
La vita è dolore, superalo;
La vita è un inno, cantalo;
La vita è lotta, accettala;
La vita è un'avventura, rischiala;
La vita è felicità, meritala;
La vita è vita, salvala!

Madre Teresa di Calcutta




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22 marzo 2005


Ho letto di Terri. Non so cosa pensare. Ma la cosa mi mette una profonda angoscia dentro. Morire di fame e di sete. Voglio sperare che davvero non si accorga di niente. Sarebbe atroce.




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21 marzo 2005


ho visto questa immagine e mi è venuta in mente una Pasqua di tanti anni fa quando mangiavo uova di cioccolato




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21 marzo 2005


smetto di lavorare, basta. Mio figlio ha preso il cellulare di sua mamma e mi ha chiamato dicendomi" babbo vieni, voglio stare un po con te, adesso". Mollo tutto. Lo porto al Centro Commerciale e ci fermiamo lì a mangiare. adora la pizza.
Da tre anni la mia gioia.
 




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18 marzo 2005

volevo regalarvi

un tramonto che ho fotografato pochi attimi fa.




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18 marzo 2005


ho letto le tue parole e anche se con qualche errore, come dici, tu mi hai fatto venire in mente una immagine che voglio regalarti. Ti ho vista così.






Ciao e buona giornata.

 




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18 marzo 2005

ecco, forse pensando a questa storia mi addormenterò

«Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva uscire dal pozzo. L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi. Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo. Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino. Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide. Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare oltre il bordo e uscirne trottando. La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra. Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra. Quindi, accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema».




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17 marzo 2005

notte insonne

Ieri sera non riuscivo a prendere sonno. Ero inspiegabilmente agitato e proprio non sapevo più cosa provare per risucire ad addormentarmi.
Poi mi sono ricordato che qualcuno una volta mi aveva detto: "L'ultimo pensiero prima di addormentarsi deve essere positivo, altrimenti avrai un sonno agitato".
Già, peccato che di pensieri positivi non me ne veniva in mente neppure uno.




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17 marzo 2005


Sono ritornato adesso a casa. Ho visto e fotografato un bellissimo tramonto. Il classico sole grande e rosso che piano piano si tuffa nel mare. C'era traffico vicino a me e non ho sentito il psccc. Ho fatto tantissimi scatti. Spero che ce ne sia almeno uno che possa pubblicare.
Bellissima la spiaggia, il mare e il tramonto.





Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.

A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l'anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.

Allora dove eri ?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l'amore d'un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?

Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.


P.Neruda

sono tre giorni che non litighiamo, forse perchè non ci salutiamo?




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17 marzo 2005


La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una via, l'accenno di un sentiero
(H.Hesse)

Sono stanco, ho bisogno di andare a riposarmi. Spero domani ritrovare la serenità che ho avuto oggi.




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